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Le Capesante

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La capasanta, denominata anche ventaglio, conchiglia del pellegrino o di san jacopo, è un mollusco bivalve, composto da una parte bianca, soda e tenera, e da una parte arancione, decisamente più cremosa.
Mollusco particolarmente saporito e diffuso, si trova facilmente nelle pescherie e nei supermercati; per tradizione le capesante vengono preparate gratinate nel periodo natalizio.
Al momento dell'acquisto il colore della capasanta deve essere brillante, il bianco dovrà essere bello candido e l'arancione vispo e lucente. Solitamente vengono vendute già aperte a metà, e parzialmente private dalla sabbia. nel caso in cui le compriate ancora chiuse, per pulire le capesante, è necessario aprire la conchiglia, staccarle dal guscio e lavarle. Importantissimo sarà togliere la parte filamentosa e quella più scura della capasanta.
In cucina le capesante possono essere mangiate sia cotte sia crude, possono essere servite come antipasto freddo, condite solo con olio e limone, oppure essere utilizzate come ingrediente per la preparazione di un sugo per un primo piatto, oppure ancora per essere cucinate come secondo piatto, insieme ad altro pesce o a delle verdure.
Solitamente la capasanta viene servita all'interno del guscio concavo; la grossa conchiglia, inoltre viene spesso conservata per la decorazione di piatti a base di pesce o come recipiente per salsine e creme.
Appare tra i molluschi maggiormente impiegati nelle cucine di tutto il mondo e si diffonde soprattutto nel Mar Mediterraneo. Al di là della loro bontà, le capesante sono apprezzate in cucina per via delle loro proprietà (sodio, sali minerali e calcio sono abbondantemente inclusi insieme alla vitamina A) e per la loro magrezza;


alto è il contenuto di omega3 e modesto è l'apporto di calorie fornito da questo pregiato mollusco.
Per conservare a lungo le capesante è possibile serbarle in salamoia oppure con il semplice surgelamento ricordando che il periodo migliore per consumarle sembra essere quello che va dal mese di Maggio a quello di Agosto poiché vengono pescate soprattutto in estate (ciò non toglie che possano essere cucinate anche in altri periodi dell'anno perché saranno ugualmente buone e gustose).
Ricordiamo che è importante non cuocerle troppo così da evitare che diventino eccessivamente secche o dure
La capasanta è il terzo mollusco più consumato al mondo, e deve il suo nome particolare proprio alle sue origini: iniziò a diffondersi nel nord della Spagna, dove si trova il santuario di San Giacomo, meta dei numerosi pellegrini che da sempre compiono il Cammino di Santiago.
Quando questi giungevano al santuario, legavano la conchiglia della capasanta al collo o al loro bastone: da qui il suo “secondo nome” Conchiglia di San Giacomo.
Il nome capasanta è dovuto invece al fatto che sembra fossero utilizzate nel corso del Medioevo dal sacerdote per versare l'acqua santa sui capi di colore che dovevano ricevere il battesimo.
Oltre alla specie mediterranea, vi è anche la capasanta Atlantica, chiamata Pecten maximus che è la più grossa in commercio: può raggiungere infatti i 15 cm di diametro ed è caratterizzata da una carne saporita e ricercata.
Le capesante possono essere sia cresciute in allevamento che pescate al momento, ma poco cambia nel sapore; non essendo rare, si preferisce catturarle le capesante con reti a strascico.
Al nord, invece, si cerca di evitare questo tipo di pesca in quanto potrebbe danneggiare il fondo marino, così, generalmente, al pescaggio delle conchiglie di San Giacomo provvedono dei sommozzatori.

La capasanta è simbolo, oltre che del pellegrinaggio dei fedeli, anche di un noto marchio di benzina: la Shell.
E' diventata poi emblema di Venere nel noto quadro di Botticelli, dove la donna nasce proprio dalla valva inferiore di una capasanta.
La conchiglia di San Giacomo fu rappresentata poi nello stemma di Papa Benedetto XI, facendo la sua comparsa al centro dello scudo araldico.

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Salve, mi chiamo Uarda Shahinaj ma tutti mi chiamano Ada e quindi Adda's All da dove prende spunto anche il nome del mio amato blog dove ogni giorno condivido la cucina di casa mia, il mio mondo, un po di me. Io sono albanese e mi scuso in anticipo con voi per gli errori che faro nella scrittura. Nella mia lingua scrivo di cibo per alcune riviste e siti albanesi. E tutta questa passione e amore per il cibo ha dato vita ad un sogno, il mio libro #jetodashuroushqehu che in italiano il titola fa, Vivi, ama, mangia.
Per il sito in lingua albanese visitate www.addasall.com


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